L’attesa è finita: l’automazione dei task di Gemini, integrata nel sistema degli smartphone Samsung, è iniziata a funzionare in Beta. Presentata in occasione del lancio dei Galaxy S26, questa nuova funzione trasforma l’assistente in un agente AI capace di interagire autonomamente con app e servizi per eseguire compiti al posto dell’utente.
Google e Samsung hanno attivato l’automazione tramite un aggiornamento firmware recente, permettendo a Gemini di non limitarsi più a rispondere ma di agire concretamente, come ordinare un Uber o completare un acquisto su Starbucks, interagendo direttamente con le interfacce delle app compatibili.
L’implementazione concreta dell’AI agentica di Gemini
Con l’ultimo aggiornamento firmware sui dispositivi Samsung, Gemini ha fatto un passo avanti significativo verso l’autonomia operativa. Non più solo un assistente vocale, ma un agente AI che può aprire app, inserire dati, navigare menu e completare ordini quasi senza intervento umano.
Le funzionalità sono tuttora in Beta, ma le prime prove sul campo mostrano che Gemini è in grado di avviare servizi come Uber o Starbucks, chiedendo solo chiarimenti essenziali e conferme finali. Questo rende l’esperienza utente più fluida, riducendo drasticamente il numero di passaggi manuali.
Funzionamento e prime esperienze d’uso
Uno degli esempi più evidenti riguarda l’ordine di un taxi. Basta dire “ordina un Uber per l’aeroporto”, e Gemini chiede quale aeroporto si intende, apre l’app, compila automaticamente il campo destinazione e attende solo la conferma finale dall’utente.
Anche ordini più complessi, come quelli da Starbucks, mostrano l’efficacia dell’automazione. Gemini è capace di navigare tra le opzioni del menu, scegliere bevande specifiche e decidere autonomamente piccoli dettagli, come riscaldare un croissant, dimostrando un livello di autonomia sorprendente per un’intelligenza artificiale integrata in uno smartphone.
Compatibilità limitata e cautela nel rilascio
Al momento, la funzione supporta solo alcune app: Doordash, Grubhub, Lyft, Starbucks, Uber e Uber Eats. Questa scelta limitata riflette la cautela di Google nel muoversi con un sistema che agisce autonomamente e necessita di controlli rigorosi per evitare errori o problemi di privacy.
La fase Beta permette di testare la stabilità e la sicurezza dell’agente AI su un numero ristretto di app, con l’obiettivo di estendere gradualmente il supporto alle piattaforme più utilizzate, migliorando al contempo l’affidabilità del sistema in scenari reali.
Perché l’automazione di Gemini è una svolta nel mercato degli assistenti AI
L’automazione dei task di Gemini rappresenta un salto evolutivo per gli assistenti digitali. Non si tratta più solo di rispondere a domande o fornire informazioni, ma di operare concretamente sulle app, risparmiando tempo e riducendo l’interazione manuale.
Questo cambio di paradigma può modificare radicalmente il modo in cui gli utenti interagiscono con lo smartphone, rendendo l’AI un vero “partner” digitale capace di gestire attività quotidiane complesse in autonomia, e aprendo nuove opportunità per lo sviluppo di servizi e integrazioni più intelligenti e personalizzate.
Confronto con altre soluzioni AI e scenari futuri
Rispetto ad altri assistenti, come Siri o Alexa, l’approccio di Gemini con l’automazione dei task è più integrato e orientato a un controllo diretto delle app in tempo reale, avvicinando il concetto di AI agentica promosso da Google.
Se questa funzionalità continuerà a evolversi, potremmo vedere smartphone capaci di gestire prenotazioni, acquisti, coordinamenti di viaggio e molte altre operazioni senza necessità di input continuo. La sfida sarà garantire sicurezza, privacy e gestione corretta delle informazioni personali sul lungo termine.
Conclusioni e aspettative per i prossimi mesi
L’introduzione in Beta dell’automazione di task di Gemini su dispositivi Samsung apre la strada a una nuova era per gli assistenti vocali. Sebbene limitata a poche app, questa funzione anticipa un futuro dove l’AI non si limita a consigliare ma agisce materialmente.
Nei prossimi mesi, con l’espansione delle app supportate e il perfezionamento dei processi, gli utenti potranno aspettarsi un’esperienza sempre più naturale e autonoma, che potrebbe ridefinire l’interazione quotidiana con lo smartphone.







