Gli smartphone ricondizionati non convincono solo per il prezzo. Un nuovo studio commissionato da Refurbed a Fraunhofer Austria sostiene che, se gestiti in modo circolare, possono ridurre in modo significativo costi ed emissioni lungo tutto il loro ciclo di vita. Il confronto parte da uno smartphone medio da 575 euro e mette in fila tre scenari d’uso molto diversi.
La ricerca quantifica il vantaggio economico e ambientale della scelta di un ricondizionato rispetto a un telefono nuovo usato in modo lineare.
Tre scenari, tre costi molto diversi
Lo studio prende in esame un arco di sei anni e mostra quanto cambi il bilancio finale a seconda di come viene trattato il dispositivo dopo l’acquisto. Nel caso peggiore, lo smartphone viene sostituito ogni anno e smaltito in modo inefficiente: il costo complessivo sale a 3.834 euro, con 684 chilogrammi di CO2 e 346 grammi di terre rare e metalli critici consumati.
Il quadro migliora se il telefono viene tenuto per circa tre anni, come accade spesso nel mercato italiano. In questo caso la spesa scende a 1.294 euro in sei anni, pari a circa 215 euro l’anno. Restano però 161 chilogrammi di CO2 e 115 grammi di materie prime critiche, valori ancora lontani dallo scenario più virtuoso.
Il modello circolare abbatte costi e impatto ambientale
Lo scenario migliore è quello in cui il dispositivo viene acquistato, usato per circa tre anni, poi permutato, ricondizionato professionalmente e rivenduto a un secondo proprietario prima del riciclo finale. Qui il costo complessivo si ferma a 959 euro in sei anni, circa 160 euro l’anno.
Sul fronte ambientale, l’impatto scende a 83 chilogrammi di CO2 e 38 grammi di materie prime come cobalto, rame, magnesio e palladio. La distanza rispetto al modello lineare è netta e fotografa bene perché il tema del riuso stia entrando anche nelle strategie dei produttori. Samsung, per esempio, ha già lanciato in Corea del Sud il programma Galaxy Certified Used Phones, con batteria sostituita in caso di malfunzionamento e nuovo codice IMEI prima della rivendita.
iPhone 15 ricondizionato: il caso citato da Refurbed
Refurbed porta anche un esempio concreto legato a iPhone 15. Nell’ultimo anno, la versione ricondizionata venduta sulla piattaforma è risultata in media il 46% più conveniente rispetto al modello nuovo.
Sul versante ambientale, lo stesso confronto indica un taglio dell’84% delle emissioni di CO2, dell’87% del consumo d’acqua e del 68% delle materie prime critiche utilizzate. È un dato che si inserisce in un mercato già molto competitivo, dove il ricondizionato non è più solo una scelta di risparmio ma una leva industriale per allungare la vita dei dispositivi.
Il peso delle materie prime nella filiera europea
Per Kilian Kaminski, cofondatore di Refurbed, la dipendenza dell’Europa dalle materie prime critiche rende la circolarità una questione anche economica. Il ragionamento non riguarda solo i consumatori, ma pure le aziende che rinnovano smartphone e laptop aziendali con cicli di sostituzione ancora molto lineari.
Il messaggio dello studio è chiaro: il costo iniziale del dispositivo resta importante, ma contano soprattutto durata d’uso, permuta e smaltimento finale. È lì che si concentrano le differenze più rilevanti, sia per il portafoglio sia per l’impronta ambientale.

