Microsoft ha aumentato i prezzi di listino di Xbox Series X e Xbox Series S in diversi mercati, mentre ha anche eliminato dal catalogo la versione da 2 TB della console più potente. La mossa arriva in un momento in cui il settore console continua a fare i conti con costi di produzione, cambio valutario e strategie commerciali sempre più aggressive.
Il cambiamento riguarda sia il prezzo delle console sia la disponibilità del modello più capiente, che non sarà più proposto da Microsoft.
I nuovi prezzi colpiscono soprattutto Xbox Series X
L’aumento più rilevante riguarda Xbox Series X, che diventa più costosa rispetto al listino precedente. La console top di gamma di Microsoft, già posizionata come alternativa a PlayStation 5, vede quindi crescere la distanza tra prezzo ufficiale e quello che molti utenti si aspettavano a metà generazione.
Anche Xbox Series S viene ritoccata verso l’alto, pur restando il modello d’ingresso della famiglia Xbox. È una scelta che pesa soprattutto su chi stava valutando l’acquisto della console più economica per entrare nel catalogo Game Pass o per giocare in 1080p e 1440p senza spendere troppo.
Addio alla versione da 2 TB, la più costosa della famiglia
La seconda novità è la rimozione del modello Xbox Series X da 2 TB, una variante pensata per chi voleva più spazio per i giochi senza ricorrere da subito a un’espansione esterna. Era la versione più pregiata della gamma, riconoscibile anche per l’estetica e il taglio di memoria più generoso rispetto al modello standard.
La decisione non sorprende del tutto, perché il taglio da 2 TB era una proposta di nicchia e con un prezzo molto alto. In un mercato console dove i margini non sono sempre semplici da difendere, eliminare un prodotto di fascia così alta può essere un modo per semplificare il listino e contenere la frammentazione dell’offerta.
Cosa cambia per chi vuole entrare nell’ecosistema Xbox
Per gli utenti, l’effetto immediato è semplice: Xbox costa di più. E questo riduce il vantaggio storico di Microsoft nella fascia “value”, soprattutto se si guarda a Xbox Series S, che finora era uno degli accessi più economici al gaming di nuova generazione.
Il tema diventa ancora più concreto se si considera il costo complessivo dell’ecosistema. Oltre alla console, molti giocatori devono mettere in conto abbonamenti come Game Pass, accessori e, nel caso di Series S, eventuale spazio aggiuntivo. Il rialzo dei listini rende più difficile giustificare l’acquisto impulsivo e spinge gli utenti a confrontare con più attenzione offerte retail, bundle e sconti temporanei.
La mossa di Microsoft arriva in un mercato già sotto pressione
Non è la prima volta che un produttore di console ritocca i prezzi a distanza di anni dal lancio. Negli ultimi cicli hardware, i costi di componenti, logistica e distribuzione hanno già costretto più aziende a rivedere la propria strategia commerciale, anche in assenza di un nuovo modello.
Nel caso di Microsoft, la scelta sembra riflettere una linea più prudente sulla gamma Xbox Series. Meno varianti in circolazione e prezzi più alti possono aiutare a proteggere i margini, ma rischiano di rallentare la spinta verso l’adozione della piattaforma, soprattutto nei mercati più sensibili al prezzo.

