Apple potrebbe arrivare al 2026 con una gamma iPhone più cara del previsto. Le indiscrezioni parlano di un possibile aumento di prezzo per iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max, mentre il primo pieghevole della casa di Cupertino — spesso indicato come iPhone Ultra — rischia di superare quota 2.000 dollari, con alcune stime che spingono molto più in alto.
Il nodo, ancora una volta, è il costo dei componenti. In particolare memoria e storage, due voci che stanno salendo rapidamente per la forte domanda generata dall’intelligenza artificiale e dai data center.
La pressione sui prezzi parte dalle memorie
Le prime stime parlavano di un rincaro da 100 dollari per i modelli Pro. Ora però, secondo IDC, lo scenario potrebbe essere più duro: fino a 200 dollari in più rispetto alla generazione attuale. In pratica, iPhone 18 Pro potrebbe partire da 1.249 o 1.299 dollari negli Stati Uniti, mentre iPhone 18 Pro Max potrebbe salire a 1.349 o 1.399 dollari.
Il problema riguarda soprattutto la DRAM, una componente diventata molto più costosa per la corsa all’AI. Server, cloud e infrastrutture per modelli generativi stanno assorbendo enormi quantità di chip di memoria, lasciando meno spazio al mercato consumer e facendo salire i listini lungo tutta la filiera.
Apple, al momento, non ha aumentato i prezzi degli attuali iPhone. Ma l’andamento degli altri prodotti del catalogo racconta un quadro diverso: negli ultimi mesi ci sono stati rincari su Mac, iPad, Apple TV e HomePod.
Un iPhone pieghevole che rischia di diventare il più costoso di sempre
Il capitolo più delicato riguarda il primo iPhone pieghevole. Le indiscrezioni lo descrivono come un modello dal posizionamento ultra-premium, e i numeri circolati finora lo confermano. Mark Gurman ha parlato di un prezzo superiore ai 2.000 dollari, mentre Ming-Chi Kuo ha indicato una soglia non inferiore e potenzialmente oltre i 2.500 dollari.
Ora arrivano anche stime più aggressive dalla Cina, che ipotizzano un ulteriore aumento del 10 o 20% rispetto alle previsioni precedenti. In alcuni scenari, alcune configurazioni potrebbero avvicinarsi o perfino superare i 3.000 dollari.
Per Apple sarebbe un posizionamento inedito anche rispetto alla fascia Pro Max, che negli ultimi anni è diventata il riferimento per gli utenti disposti a spendere di più in cambio del modello più completo. Un pieghevole a quel prezzo, però, entrerebbe in un territorio ancora più elitario.
Perché Apple guarda anche alla Cina per la supply chain
La pressione sui costi sta spingendo Apple a muoversi anche sul fronte della catena di approvvigionamento. Secondo il Financial Times, l’azienda avrebbe chiesto all’amministrazione Trump il via libera per acquistare chip di memoria da CXMT, società cinese inserita in una blacklist del Pentagono per presunti legami con l’esercito cinese.
Non si tratterebbe di un acquisto semplice. Le restrizioni politiche e il rischio geopolitico rendono la trattativa molto delicata, ma la richiesta mostra quanto la situazione sia diventata tesa sul fronte dei componenti. Apple, in sostanza, sta cercando nuove forniture per assorbire l’aumento dei costi senza comprimere troppo i margini.
Il nodo dei 12 GB di RAM e di Apple Intelligence
Un altro elemento pesa sulle prossime generazioni Pro: la memoria necessaria per supportare Apple Intelligence. iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max dovrebbero arrivare con 12 GB di RAM, una scelta ormai quasi obbligata per sostenere le funzioni AI e la nuova evoluzione di Siri.
Più RAM significa però anche costi più alti, soprattutto in un mercato dove la domanda di chip sta già tirando verso l’alto i prezzi. Per Apple, questo rende molto più complesso mantenere invariato il listino rispetto alle generazioni precedenti.
In prospettiva, un aumento di 200 dollari non scoraggerebbe necessariamente gli upgrade sui modelli Pro. Molti utenti che usano un iPhone 15 non Pro o versioni ancora più vecchie potrebbero comunque considerare il salto per le funzioni AI. E per chi compra un Pro Max, l’impatto mensile di un rincaro è spesso attenuato dai piani di pagamento a rate.

