Dal 24 agosto 2026 la pubblicità entrerà nelle conversazioni di ChatGPT anche in Italia. OpenAI introdurrà gli annunci per gli utenti dei piani Free e Go, mentre gli abbonamenti a pagamento principali resteranno senza inserzioni. Gli annunci saranno mostrati separatamente dalle risposte del chatbot e identificati come contenuti sponsorizzati.
OpenAI ha confermato l’estensione del sistema pubblicitario a 31 mercati europei, dopo una fase di test avviata negli Stati Uniti. La società presenta la novità come un modo per sostenere l’accesso gratuito all’intelligenza artificiale, ma il cambiamento tocca anche privacy, personalizzazione e trasparenza delle risposte.
Gli annunci arrivano solo su ChatGPT Free e Go
La novità riguarda gli utenti dei piani ChatGPT Free e ChatGPT Go, che dal 24 agosto potranno vedere inserzioni all’interno dell’interfaccia di chat. Gli annunci non compariranno nel flusso principale della risposta, ma in un’area separata sotto il testo generato dal chatbot. OpenAI specifica che saranno etichettati in modo chiaro, così da distinguerli dai contenuti prodotti dal modello.
Restano invece senza pubblicità i piani Plus, Pro, Business, Enterprise ed Edu. È un dettaglio importante perché crea una separazione netta tra l’esperienza gratuita, sostenuta anche dagli annunci, e quella a pagamento, che continua a essere proposta come ambiente privo di inserzioni. Secondo OpenAI, circa il 20% delle conversazioni con ChatGPT mostra una “chiara intenzione commerciale”, ad esempio richieste su prodotti, servizi, viaggi, acquisti o confronti tra alternative.
Come ChatGPT sceglierà quali inserzioni mostrare
OpenAI sostiene che il sistema pubblicitario resterà separato da quello che genera le risposte di ChatGPT. In pratica, gli inserzionisti non dovrebbero poter influenzare ciò che il chatbot scrive, né modificare il ranking delle risposte generate dall’intelligenza artificiale. La pubblicità viene selezionata in base al contesto della conversazione, alla pagina di destinazione, al titolo dell’annuncio, al testo dell’inserzione e ai criteri impostati dall’inserzionista.
Quando la personalizzazione è attiva, il sistema può utilizzare anche segnali legati all’esperienza più ampia dell’utente su ChatGPT. Con la memoria abilitata, la selezione degli annunci può tenere conto dei dati salvati e delle chat recenti, sempre secondo le impostazioni disponibili nell’account. Nelle conversazioni più lunghe, OpenAI indica che il sistema valuterà anche il contesto generale della sessione, combinando pertinenza dell’annuncio e offerte economiche degli inserzionisti quando più inserzioni risultano idonee.
Privacy, minori e limiti dichiarati da OpenAI
OpenAI afferma che i dati delle conversazioni non saranno venduti agli inserzionisti. La società parla di cinque principi operativi: separazione tra risposte e annunci, indipendenza editoriale del chatbot, tutela della riservatezza, controllo dell’utente sulla personalizzazione e possibilità di scegliere un’esperienza senza pubblicità tramite un piano a pagamento o un’opzione gratuita con limiti aggiuntivi. Resta centrale il modo in cui questi controlli verranno presentati nelle impostazioni, perché la personalizzazione pubblicitaria dipende anche da memoria e cronologia recente.
Il tema è particolarmente sensibile per gli utenti più giovani, anche alla luce dell’annuncio di ChatGPT for Teens. L’arrivo della pubblicità in un assistente conversazionale cambia il contesto rispetto ai motori di ricerca tradizionali: l’annuncio non appare accanto a una lista di link, ma dentro un’esperienza costruita attorno a domande, preferenze e intenzioni espresse in linguaggio naturale. OpenAI precisa inoltre che la presenza di un’inserzione non equivale a una raccomandazione o approvazione del prodotto da parte dell’azienda.