Pixel 11 Pro, il leak mostra finitura opaca e zoom 120x prima del Made by Google

Pixel 11 Pro emerge in un leak con design opaco, zoom 120x e nuovo chip Tensor G6.

A pochi giorni dal Made by Google 2026, un nuovo leak attribuito a Evan Blass anticipa diversi dettagli sui prossimi Pixel 11 Pro e Pixel 11 Pro XL. Le immagini circolate online mostrerebbero una variante Obsidian con finitura completamente opaca, un nuovo riferimento allo zoom 120x e indicazioni sul chip Tensor G6. Come sempre in questi casi, si tratta di indiscrezioni non confermate da Google.

Il materiale trapelato suggerisce che la prossima generazione dei Pixel Pro punterà su tre aree precise: design meno lucido, fotocamera con ingrandimento più spinto e funzioni software legate all’intelligenza artificiale.

La variante Obsidian cambia volto con telaio e Camera Bar opachi

La novità più visibile riguarda il design. Le immagini mostrerebbero una colorazione Obsidian completamente opaca, non soltanto sul retro in vetro ma anche lungo il telaio laterale e sui bordi della Camera Bar. È un dettaglio rilevante perché le ultime generazioni di Pixel Pro hanno alternato superfici lucide e satinate, con risultati non sempre apprezzati da chi usa il telefono senza cover.

Una finitura matte può ridurre impronte e riflessi, ma soprattutto migliorare la presa. È un intervento apparentemente estetico, ma molto concreto nell’uso quotidiano, soprattutto su modelli di grandi dimensioni come il futuro Pixel 11 Pro XL. Secondo il leak, però, questa lavorazione sarebbe limitata alla sola variante nera, mentre non ci sono indicazioni analoghe per le altre colorazioni.

La fotocamera punta allo zoom 120x e a nuove funzioni di scatto

Il secondo elemento emerso riguarda il comparto fotografico. Una delle immagini trapelate mostrerebbe uno scatto della luna accompagnato dalla dicitura 120x, un valore superiore allo zoom 100x associato al precedente Pixel 10 Pro nelle indiscrezioni sulla generazione passata. Non è chiaro se il numero indichi un ingrandimento digitale massimo, una modalità specifica o una combinazione tra ottica periscopica e algoritmi di ricostruzione.

Nel materiale compaiono anche riferimenti a Night Sight e a un’interfaccia per catturare foto e video in modo simultaneo. Google ha costruito gran parte dell’identità dei Pixel sulla computational photography, dai vecchi HDR+ fino alle funzioni più recenti basate su IA. Uno zoom 120x avrebbe senso solo se accompagnato da una forte elaborazione software, perché a quei livelli la qualità dipende meno dal sensore e più dalla stabilizzazione, dalla fusione degli scatti e dalla gestione del rumore.

HiLight e Tensor G6 indicano una spinta più forte sull’IA

Tra i dettagli software compare HiLight, funzione che in una fase precedente sarebbe stata nota con il nome in codice Pixel Glow. Le schermate mostrerebbero tre modalità visive: disattivata, animazione multicolore a forma di girandola e variante blu a tinta unita. Quest’ultima viene collegata dai leaker a una possibile integrazione più stretta con Gemini, anche se il funzionamento concreto non è ancora chiaro.

Il leak cita inoltre il nuovo processore Tensor G6, atteso come cuore della serie Pixel 11. Google utilizza i chip Tensor per controllare direttamente funzioni fotografiche, riconoscimento vocale, traduzione e modelli IA eseguiti sul dispositivo. Per i Pixel 11 Pro, il punto sarà capire quanto del carico legato a Gemini e alla fotocamera potrà essere gestito localmente, senza dipendere sempre dal cloud.

Il Made by Google 2026 è indicato come evento di presentazione della prossima settimana.

Alessandro Isoardi

Occhio ai prezzi!
Logo
Compare items
  • Total (0)
Compare