Google Pixel 11 Pro XL ha ottenuto 168 punti nei test fotografici di DxOMark, un risultato che lo porta direttamente al quinto posto della classifica globale. Il nuovo top di gamma di Google si affianca a iPhone 17 Pro e OPPO Find X8 Ultra, confermandosi tra i cameraphone più competitivi del momento.
Il dato più rilevante arriva dalle foto: DxOMark assegna al dispositivo 171 punti nella categoria fotografica, sei in più rispetto a Pixel 10 Pro. Il miglioramento più evidente riguarda il teleobiettivo periscopico, mentre i video crescono poco e restano meno convincenti in condizioni di scarsa illuminazione.
Le foto sono il terreno migliore per Pixel 11 Pro XL
Secondo DxOMark, Pixel 11 Pro XL offre una buona esposizione, una gamma dinamica ampia e una gestione efficace delle alte luci. Lo smartphone riesce a conservare dettagli sia nelle zone luminose sia nelle aree in ombra, un aspetto cruciale nelle scene ad alto contrasto. La resa cromatica resta uno dei punti forti della serie Pixel, con tonalità naturali e incarnati credibili.
Anche l’autofocus viene valutato positivamente: è rapido, preciso e affidabile quando il soggetto si muove. Questo aiuta nelle foto quotidiane, dove il classico “punta e scatta” conta più delle impostazioni manuali. Nei ritratti, DxOMark segnala un effetto bokeh convincente, con una separazione soggetto-sfondo più pulita e una sfocatura dall’aspetto naturale.
Il teleobiettivo periscopico fa il salto più evidente
Il cambiamento tecnico più importante riguarda il teleobiettivo periscopico. Google ha mantenuto lo zoom ottico 5x, ma ha introdotto un sensore da 48 megapixel più grande rispetto a quello utilizzato su Pixel 10 Pro, affiancandolo alla stabilizzazione ottica. È qui che il nuovo modello guadagna più terreno.
Il punteggio del comparto zoom passa infatti da 141 punti di Pixel 10 Pro a 151 punti su Pixel 11 Pro XL. Il miglioramento è concreto soprattutto alle focali intermedie, dove dettaglio e stabilità dell’immagine incidono molto sulla qualità finale. Restano però margini di crescita alle distanze più spinte, dove alcuni rivali con hardware più specializzato riescono ancora a produrre immagini più consistenti.
Ultra-grandangolare e selfie convincono, ma senza strappi
Il sensore ultra-grandangolare è l’area in cui il passo avanti appare più contenuto. DxOMark gli assegna 160 punti, appena due in più rispetto alla generazione precedente. In buona luce il risultato resta solido, ma quando l’illuminazione cala emergono perdite di dettaglio più visibili.
La fotocamera anteriore utilizza invece un sensore da 42 megapixel e beneficia di una stabilizzazione giudicata molto efficace. Google sembra puntare ancora una volta sulla combinazione tra sensore, elaborazione computazionale e intelligenza artificiale, più che sulla sola scheda tecnica. Il risultato, secondo la valutazione pubblicata, è una selfie camera capace di produrre immagini dettagliate e con una buona resa della pelle.
Nei video il vantaggio sui Pixel precedenti è più limitato
Il comparto video ottiene 162 punti, soltanto due in più rispetto ai 160 punti registrati da Pixel 10 Pro. DxOMark riconosce una buona qualità generale dei filmati, ma segnala ancora rumore visibile nelle registrazioni in condizioni di scarsa illuminazione. È un limite importante, soprattutto nella fascia premium.
Il confronto con iPhone 17 Pro è significativo: i due modelli condividono la stessa posizione nella classifica globale, ma il dispositivo Apple mantiene un vantaggio più netto nei video. Per Google, quindi, il salto generazionale è più evidente nelle fotografie che nella registrazione video. Il punteggio complessivo di 168 punti colloca Pixel 11 Pro XL al quinto posto della classifica DxOMark, alla pari con iPhone 17 Pro e OPPO Find X8 Ultra.