Nothing Headphone (1)

Le Nothing Headphone (1) sono cuffie over-ear wireless con ANC adattivo, progetto acustico sviluppato con KEF, codec LDAC e controlli fisici. Possono funzionare via Bluetooth, USB-C o jack da 3,5 mm e si rivolgono soprattutto a chi cerca ampia personalizzazione del suono e flessibilità tra più sorgenti.

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Nothing Headphone (1) Cuffie Wireless Over Ear con Cancellazione Attiva del Rumore, fino a 80h Autonomia, Hi-Res, Spatial Audio, Resistenti all’Acqua – Nero
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Nothing Headphone (1) Nere

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- 33% Nothing Headphone (1) Cuffie Wireless Over Ear con Cancellazione Attiva del Rumore, fino a 80h Autonomia, Hi-Res, Spatial Audio, Resistenti all’Acqua – Bianco
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Nothing Headphone (1) Bianche

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Le Nothing Headphone (1) sono le prime cuffie over-ear di Nothing e puntano su una combinazione meno comune in questa fascia: cancellazione attiva del rumore, controlli fisici, ascolto wireless LDAC e collegamenti cablati USB-C e 3,5 mm. Il progetto acustico è stato sviluppato insieme a KEF, mentre l’estetica riprende il linguaggio trasparente già utilizzato dal marchio per gli auricolari.

Prima di confrontare i prezzi conviene però capire dove si collocano. Non sono cuffie rivolte soltanto a chi possiede uno smartphone Nothing e non richiedono di entrare nel suo ecosistema: funzionano con Android e iOS tramite l’app Nothing X. Alcune funzioni acquistano però più senso all’interno dell’ecosistema del produttore.

Il punto da cui partire è l’ascolto

Nothing utilizza driver dinamici da 40 mm sviluppati con KEF e supporta LDAC fino a 24 bit/96 kHz in modalità wireless. Il dato interessa soprattutto chi ascolta da uno smartphone Android compatibile e utilizza file o servizi musicali capaci di sfruttare un codec ad alta risoluzione. Con iPhone il vantaggio di LDAC viene meno, perché iOS non supporta questo codec.

Più utile nella scelta è la possibilità di intervenire sul suono. Nell’app Nothing X sono presenti quattro profili predefiniti — Balanced, More Bass, More Treble e Voice — insieme alle modalità Custom e Advanced. Quest’ultima mette a disposizione un equalizzatore parametrico a 8 bande, una possibilità di regolazione più estesa rispetto ai semplici EQ a poche bande presenti su diverse cuffie ANC.

Il carattere sonoro di fabbrica tende leggermente al caldo. Chi non gradisce la taratura iniziale ha quindi un margine di intervento piuttosto ampio, mentre chi vuole semplicemente collegare le cuffie e non toccare più alcuna impostazione dovrebbe valutare il suono predefinito con maggiore attenzione.

C’è anche Spatial Audio con head tracking. Può interessare per film e contenuti video, ma non dovrebbe diventare da solo un criterio d’acquisto: modifica la presentazione spaziale del segnale stereo e il risultato dipende dal contenuto e dalle preferenze individuali.

ANC: efficace, ma la vestibilità incide sul risultato

Il sistema ANC ibrido controlla l’ambiente ogni 600 ms e adatta automaticamente la cancellazione. Nothing dichiara una riduzione massima teorica fino a 42 dB; quel numero non equivale però a una cancellazione uniforme di 42 dB su tutte le frequenze.

Le misurazioni indipendenti mostrano un comportamento particolarmente efficace sulle frequenze medie e alte, quindi conversazioni, rumori da ufficio e una parte consistente dei suoni urbani. L’attenuazione dei rumori molto bassi e continui, come il rombo di alcuni motori, lascia più margine ai modelli ANC di fascia superiore.

Anche la tenuta dei padiglioni conta. Con gli occhiali o quando il padiglione non aderisce bene alla testa possono cambiare sia l’isolamento sia la risposta sui bassi. Chi porta occhiali per molte ore dovrebbe considerare il fit con più attenzione del valore nominale dell’ANC.

La modalità Transparency percorre la strada opposta e lascia entrare i suoni ambientali. È utile quando si passa dall’ascolto isolato a una conversazione o quando serve mantenere maggiore percezione di ciò che accade intorno.

I controlli fisici cambiano parecchio l’uso quotidiano

Nothing ha evitato una superficie interamente touch. Sul padiglione si trovano Roller, Paddle e un pulsante personalizzabile.

Il Roller regola il volume ruotandolo, gestisce play/pausa con la pressione e può passare tra ANC e Transparency con una pressione prolungata. Il Paddle serve per cambiare traccia e, con software compatibile, spostarsi rapidamente all’interno di podcast o contenuti audio. Il pulsante aggiuntivo può essere configurato dall’app Nothing X.

È una differenza concreta rispetto alle cuffie che affidano quasi tutto a tocchi e gesture: i comandi possono essere riconosciuti al tatto senza dover cercare una zona precisa del padiglione.

Il rilevamento quando si indossano o tolgono le cuffie può mettere automaticamente in pausa e riprendere la riproduzione. La funzione è disattivata di fabbrica e va attivata in Nothing X, dettaglio da conoscere se al primo utilizzo ci si aspetta che funzioni immediatamente.

Wireless quando serve, cavo quando ha più senso

Un aspetto meno scontato è la flessibilità delle sorgenti. Headphone (1) può ricevere audio tramite Bluetooth, USB-C oppure ingresso analogico da 3,5 mm. Questo amplia gli scenari rispetto a un modello esclusivamente Bluetooth: notebook, tablet, smartphone compatibili e dispositivi con uscita cuffie possono essere collegati senza ricorrere sempre alla trasmissione wireless.

La doppia connessione Bluetooth permette di mantenere associate due sorgenti, ad esempio computer e telefono. Va attivata dall’app Nothing X perché anch’essa è disabilitata inizialmente.

C’è però una limitazione poco visibile nelle normali tabelle tecniche: le cuffie devono essere alimentate anche durante l’ascolto via cavo. Il jack da 3,5 mm, quindi, non trasforma Headphone (1) in una cuffia passiva utilizzabile indefinitamente quando la batteria è completamente scarica.

Per il gaming la situazione cambia in base alla sorgente. Con un Nothing Phone e la modalità Gioco la latenza dichiarata può scendere sotto 120 ms. Chi gioca in modo competitivo su PC o console dovrebbe invece valutare una cuffia con collegamento wireless dedicato a bassa latenza oppure una soluzione passiva cablata.

Autonomia: ANC acceso e spento raccontano due scenari diversi

Nothing dichiara fino a 35 ore con cancellazione attiva e fino a 80 ore senza ANC, con condizioni di laboratorio specifiche. Cinque minuti di ricarica possono fornire fino a 5 ore di riproduzione.

Per chi usa quasi sempre la cancellazione durante pendolarismo, voli o lavoro, il riferimento sensato è quindi quello delle 35 ore, non il massimo pubblicizzato di 80. I risultati indipendenti misurati con ANC attivo si collocano poco sopra le 33 ore, coerentemente con l’ordine di grandezza dichiarato dal produttore.

L’autonomia effettiva cambia con volume, codec, funzioni attive e condizioni d’uso. Se LDAC e ANC rimangono accesi abitualmente, è prudente non prendere le 80 ore come previsione dell’utilizzo reale.

Comfort: meglio non giudicarle soltanto dalle fotografie

I padiglioni hanno una forma piuttosto particolare e le coppe non sono tra le più profonde della categoria. Nei test indipendenti emerge un possibile accumulo di calore durante sessioni lunghe; chi ha orecchie grandi può percepire lo spazio interno come ridotto.

Questo aspetto pesa più per chi indossa cuffie over-ear per un’intera giornata lavorativa che per ascolti di un’ora durante gli spostamenti. Se comfort prolungato e ampiezza dei padiglioni vengono prima di design e personalizzazione audio, un confronto diretto con Bose QuietComfort e altri modelli tradizionalmente orientati al comfort è sensato.

La certificazione IP52 aggiunge protezione contro polvere e spruzzi, poco comune tra le over-ear. Non significa impermeabilità: non sono cuffie da immergere né un sostituto di auricolari sportivi progettati per esposizioni più consistenti al sudore e all’acqua.

Headphone (1) o Headphone (a)?

La presenza delle più recenti Nothing Headphone (a) rende la scelta interna alla gamma meno immediata. I due modelli condividono diversi elementi, tra cui controlli fisici, LDAC, connessioni USB-C e 3,5 mm, doppia connessione e certificazione IP52.

Le Headphone (1) mantengono alcuni elementi della fascia superiore: parti strutturali in alluminio, custodia rigida, rilevamento quando vengono indossate, Spatial Audio con head tracking e cancellazione del rumore più efficace nei test comparativi.

Headphone (a) rinuncia ad alcune di queste caratteristiche e utilizza maggiormente la plastica, ma porta l’autonomia dichiarata molto più in alto. La differenza di prezzo disponibile nel momento dell’acquisto diventa quindi decisiva: chi non usa Spatial Audio o rilevamento automatico e privilegia autonomia e costo può trovare più razionale il modello (a); chi cerca il pacchetto più completo della gamma Nothing ha più motivi per orientarsi su Headphone (1).

E rispetto a Bose, Sony e alle alternative premium?

Il confronto va impostato sulla priorità personale, non soltanto sul prezzo di listino. Modelli come Bose QuietComfort puntano maggiormente su comfort e cancellazione del rumore; le Nothing rispondono con un EQ parametrico più articolato, controlli fisici insoliti e una scelta più ampia tra collegamenti wireless e cablati.

Salendo verso cuffie come Sony WH-1000XM6 cambia anche la fascia di riferimento. I test indipendenti attribuiscono a Sony prestazioni superiori nell’isolamento complessivo, mentre Headphone (1) può diventare più interessante quando il divario di prezzo è ampio.

Le chiamate meritano un discorso separato. Nothing utilizza quattro microfoni e un sistema di elaborazione Clear Voice, ma le prove indipendenti descrivono il microfono come discreto e meno convincente in ambienti rumorosi. Per molte ore di riunioni e telefonate, la qualità del microfono dovrebbe pesare più di LDAC o Spatial Audio nella scelta.

Prima di confrontare le offerte

Non esistono configurazioni con memoria o hardware audio differenti: la scelta commerciale riguarda principalmente la colorazione. Black e White non modificano le prestazioni.

Ha più senso controllare che l’offerta corrisponda effettivamente a Headphone (1) e non alle più economiche Headphone (a), soprattutto ora che entrambe appartengono alla stessa famiglia. Va considerata anche la dotazione e la provenienza del prodotto quando si confrontano venditori diversi.

Headphone (1) ha più senso per chi cerca over-ear ANC molto personalizzabili, utilizza più sorgenti e apprezza i controlli fisici. LDAC aggiunge un motivo in più per gli utenti Android compatibili; USB-C e jack da 3,5 mm rendono meno vincolante il Bluetooth.

Chi mette al primo posto telefonate in ambienti rumorosi, massimo isolamento dalle basse frequenze oppure padiglioni molto spaziosi dovrebbe confrontarla attentamente con le alternative prima di decidere.

Domande frequenti

Le Nothing Headphone (1) funzionano con iPhone?

Sì. Sono compatibili con iOS 13 e versioni successive e possono essere gestite tramite Nothing X. Su iPhone non si sfrutta LDAC, perché il codec non è supportato da iOS.

Serve un Nothing Phone?

No. Le funzioni principali sono disponibili anche con altri smartphone compatibili. Alcune integrazioni specifiche, compresa la modalità a latenza ridotta associata alla modalità Gioco, sono legate ai Nothing Phone.

Possono collegarsi contemporaneamente a telefono e computer?

Sì. Supportano la doppia connessione Bluetooth. L’opzione è inizialmente disattivata e deve essere abilitata nell’app Nothing X.

Si possono ascoltare con il cavo?

Sì, sia tramite USB-C sia tramite jack da 3,5 mm. Rimane necessario accendere le cuffie: il collegamento analogico non equivale a una modalità passiva utilizzabile a batteria scarica.

Sono adatte a viaggi e mezzi pubblici?

L’ANC attenua bene conversazioni e molte componenti del rumore ambientale, mentre è meno efficace sui rumori più profondi dei motori rispetto ad alcuni modelli premium. Con ANC attivo l’autonomia dichiarata arriva a 35 ore.

Qual è la differenza più concreta rispetto alle Headphone (a)?

Headphone (1) utilizza parti in alluminio, include rilevamento dell’utilizzo, custodia rigida e Spatial Audio con head tracking e raggiunge un isolamento complessivamente superiore nei test comparativi. Headphone (a) punta maggiormente sull’autonomia e su un prezzo più basso.

 

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