TV 120 Hz vs 144 Hz: cambia davvero qualcosa?

120 o 144 Hz su un TV? La differenza esiste, ma conta soprattutto nel gaming da PC. Con PS5 e Xbox, invece, 120 Hz sono già il limite utile.

Tra un TV a 120 Hz e uno a 144 Hz una differenza esiste, ma è più piccola di quanto suggeriscano i numeri. Per console, film e normale utilizzo del televisore, 120 Hz sono già sufficienti. I 144 Hz diventano interessanti soprattutto per chi collega un PC da gaming e riesce effettivamente a superare i 120 fps.

Non conviene quindi scegliere un televisore solo perché sulla scheda tecnica compare “144 Hz”. Qualità del pannello, rapidità dei pixel, input lag e supporto VRR possono incidere sull’esperienza più dei 24 Hz aggiuntivi.

Da 120 a 144 Hz il guadagno è di 1,39 ms per fotogramma

La frequenza di aggiornamento indica quante volte al secondo lo schermo può mostrare una nuova immagine. A 120 Hz ogni aggiornamento dura circa 8,33 millisecondi; a 144 Hz scende a 6,94 ms.

FrequenzaTempo per fotogramma
60 Hz16,67 ms
120 Hz8,33 ms
144 Hz6,94 ms

Il confronto chiarisce subito le proporzioni. Passando da 60 a 120 Hz il tempo disponibile per ogni fotogramma si dimezza, con una differenza di 8,34 ms. Da 120 a 144 Hz si recuperano invece soltanto 1,39 ms.

Con un gioco sufficientemente veloce, 144 Hz possono rendere il movimento un po’ più fluido e ridurre ulteriormente la latenza. Non è però un salto paragonabile a quello che si percepisce passando da un tradizionale TV 60 Hz a uno da 120 Hz.

C’è inoltre una condizione essenziale: la sorgente deve fornire abbastanza fotogrammi. Un gioco che gira a 60 fps non diventa più fluido perché il televisore può raggiungere 144 Hz; allo stesso modo, tra 120 e 144 Hz il vantaggio massimo emerge solo quando il sistema riesce a superare i 120 fps.

Con PS5 e Xbox i 144 Hz non danno un vantaggio

Per chi compra un TV principalmente per giocare con PlayStation 5 o Xbox Series X, la scelta è semplice. Le console arrivano fino a 120 Hz/120 fps nei giochi e nelle modalità che li supportano.

Un pannello capace di 144 Hz non permette quindi alla console di generare altri 24 fotogrammi al secondo. Se due televisori fossero equivalenti sotto tutti gli altri aspetti, scegliere quello da 144 Hz invece del 120 Hz non porterebbe un beneficio specifico nell’uso con queste console.

Ha molto più senso verificare che il TV gestisca correttamente 4K a 120 Hz, VRR e modalità a bassa latenza. Il VRR, in particolare, consente al televisore di adattare la frequenza al frame rate prodotto dalla console, evitando che la frequenza massima diventi l’unico parametro su cui giudicare l’esperienza di gioco.

Questo vale anche quando un produttore pubblicizza 144 Hz su un televisore apparentemente pensato per le console. Alcuni modelli riservano infatti la frequenza massima agli ingressi PC, mentre con le console rimangono nel normale scenario fino a 120 Hz.

Con un PC i 144 Hz possono essere sfruttati davvero

Il discorso cambia collegando un PC da gaming. Se scheda video, gioco e collegamento consentono di produrre più di 120 fps alla risoluzione utilizzata, il televisore può effettivamente mostrare fino a 144 fotogrammi diversi ogni secondo.

È lo scenario in cui i 144 Hz hanno più senso. Titoli competitivi relativamente leggeri possono raggiungere frame rate elevati e beneficiare sia della maggiore fluidità sia della riduzione del tempo tra un aggiornamento e il successivo.

Anche qui, però, bisogna guardare al sistema nel suo complesso. Se si gioca in 4K con impostazioni grafiche elevate e il PC oscilla, per esempio, tra 70 e 110 fps, avere un limite di 144 anziché 120 Hz cambia poco. Il vantaggio esiste solo nella parte di frame rate che il TV a 120 Hz non potrebbe già visualizzare.

Per questo un TV 144 Hz è più facile da giustificare per un PC utilizzato anche per giochi competitivi ad alto frame rate che per una macchina destinata prevalentemente a titoli graficamente pesanti in 4K.

Un buon TV 120 Hz può essere migliore di un 144 Hz

La frequenza massima non dice quanto rapidamente i pixel riescano a passare da un colore all’altro. Se le transizioni sono lente, gli oggetti in movimento possono lasciare una scia visibile anche su un pannello con una frequenza elevata.

Lo stesso vale per l’input lag. Avere 144 Hz crea le condizioni per aggiornamenti più frequenti, ma l’elettronica del televisore deve comunque elaborare il segnale rapidamente. Modalità Gioco e gestione dell’immagine possono produrre differenze che il semplice confronto “120 contro 144” non mostra.

Per il gaming conviene quindi valutare insieme tempo di risposta del pannello, input lag, intervallo VRR e porte capaci di gestire risoluzione e frequenza desiderate. Solo dopo ha senso considerare 144 Hz come un vantaggio aggiuntivo.

È anche il motivo per cui non sarebbe corretto considerare automaticamente migliore un TV 144 Hz rispetto a un modello 120 Hz. Se il secondo offre un pannello più rapido o una gestione complessivamente migliore del movimento, i 24 Hz in più del primo possono contare molto meno.

Quando scegliere 120 Hz e quando 144 Hz

Per PS5 o Xbox Series X, non pagherei un sovrapprezzo solo per passare da 120 a 144 Hz. Le console non sfruttano quella frequenza aggiuntiva: meglio investire in un TV con migliore qualità d’immagine, HDR, risposta dei pixel e buona implementazione del VRR.

Lo stesso ragionamento vale per film, serie TV, sport e televisione tradizionale. I 144 Hz non rappresentano di per sé un vantaggio decisivo rispetto a un buon pannello 120 Hz.

I 144 Hz hanno invece senso con un PC gaming capace di superare stabilmente 120 fps, soprattutto nei titoli competitivi. Se due televisori comparabili per qualità e prezzo offrono rispettivamente 120 e 144 Hz, avere il margine aggiuntivo è certamente preferibile. Semplicemente, non dovrebbe diventare il motivo per sacrificare caratteristiche più importanti del pannello.

La vera discriminante, quindi, non è stabilire se 144 sia matematicamente meglio di 120: lo è. Bisogna capire se la sorgente che collegherai al TV riuscirà mai a sfruttare quei 24 aggiornamenti al secondo in più.

Federica Nicolino
Federica Nicolino

Sono un'appassionata di tecnologia ed elettronica di consumo e collaboro con Occhio ai Prezzi, dove realizzo recensioni, confronti tra prodotti, guide all'acquisto e approfondimenti dedicati alle ultime novità del settore. Quando possibile, mi piace testare personalmente i prodotti per valutarne qualità, funzionalità e prestazioni nell'utilizzo quotidiano, così da condividere opinioni basate sull'esperienza diretta. Seguo costantemente l'evoluzione del mercato tecnologico e mi impegno a divulgare notizie, analisi e consigli pratici per aiutare i lettori a scegliere il prodotto più adatto alle proprie esigenze. Il mio obiettivo è offrire contenuti chiari, aggiornati e affidabili, rendendo la tecnologia più semplice da comprendere e gli acquisti più consapevoli.

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